Sartre e l'esistenzialismo come umanismo

                    SARTRE E L'ESISTENZIALISMO                             COME UMANISMO 



Sartre mette al centro del suo pensiero l’uomo e la sua libertà. A differenza di altri esistenzialisti, propone un esistenzialismo laico e immanentistico, da lui definito «umanistico». Per Sartre, l’uomo è condannato alla libertà, cioè responsabile del senso del mondo. Si oppone a ogni forma di trascendenza e si impegna politicamente contro imperialismo e conformismo.


UNO DEI PENSATORI PIU' INFLUENTI DEL NOVECENTO 

Sartre fu una figura centrale della cultura francese e internazionale. Con la sua compagna Simone de Beauvoir, ha incarnato una stagione feconda di impegno filosofico, politico e letterario. Le sue opere più note sono “L’essere e il nulla” (1943), i racconti de “Il muro” (1939) e il romanzo “La nausea” (1938).


L'ANALISI DELLA COSCIENZA 

Sartre distingue tra:
  • Essere in sé: le cose, chiuse e inconsapevoli.
  • Essere per sé: la coscienza, aperta, consapevole e libera.
La coscienza è “nulla” perché nega i dati di fatto, superandoli con nuovi significati e progetti.


L'ANGOSCIA DELLA SCELTA 

La libertà, per Sartre, non è felicità, ma angoscia: l’uomo è costretto a scegliere senza fondamenti certi. Dopo la “morte di Dio” (Nietzsche), l’uomo crea da sé valori e significati. La sua esistenza precede l’essenza, e l’uomo è ciò che sceglie di essere. Questa responsabilità totale genera disperazione e angoscia.


LA NAUSEA DI FRONTE ALL'ESISTENZA 

Nel romanzo La nausea, Sartre descrive l’assurdità dell’esistenza. Il protagonista Roquentin prova estraneità e nausea davanti alla gratuità e assurdità del mondo. L’uomo, gettato nell’esistenza senza senso, deve farsi fondamento del senso stesso.


IL CONFLITTO CON GLI ALTRI E LA DIALETTICA STORICA 

Il rapporto con gli altri è conflittuale: ogni coscienza tende a oggettivare l’altra. Questo genera vergogna, che rivela la nostra vulnerabilità e alienazione. Lo sguardo dell’altro ci trasforma in oggetti, facendo emergere la nudità del nostro essere, come nel racconto biblico di Adamo ed Eva.

La famosa frase «L’inferno sono gli altri» (da A porte chiuse) esprime il dolore di essere oggetto per un altro, ma Sartre riconosce che solo attraverso gli altri possiamo conoscerci, sebbene in un’esperienza segnata dall’alienazione.


LA SINTESI TRA ESISRENZIALISMO E MARXISMO 

Nel dopoguerra Sartre tenta una sintesi tra esistenzialismo e marxismo, mantenendo al centro la libertà individuale. Critica il marxismo sovietico per la sua rigidità, proponendo una visione in cui la storia è frutto di scelte libere e mai predeterminate.

Distingue tra:
  • Gruppo: unione solidale di individui che lottano insieme.
  • Serie: massa anonima e alienata, come nella società borghese o nei regimi burocratici.

Il rischio post-rivoluzionario è che il gruppo si trasformi in serie: la libertà va difesa attivamente, mantenendo viva la coscienza e l’impegno collettivo.

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